martedì 18 aprile 2017

Nessuna legge impone di ospitare migranti

Non dovrei stupirmi più di tanto quando vedo certe bufale diffondersi così velocemente, soprattutto se a diffonderle è un sito che inganna gli utenti attraverso il suo nome: “Il Fatto QuotiDAINO”. Questa volta si tratta di un articolo pubblicato il 17 maggio 2016 alle ore 15:47 dal titolo “Da settembre ogni famiglia ospiterà un migrante per legge. Ufficiale” che nel giro di poche ore aveva superato le 1500 condivisioni Facebook e che è tornato di moda recentemente, a quasi un anno di distanza.
Da settembre ogni famiglia ospiterà un migrante. Lo dice Bruxelles. La decisione, presa in tarda notte alla commissione “Affari stranieri” del parlamento europeo, giunge proprio nel momento di crisi maggiore per quanto concerne il problema immigrazione-integrazione.
Il deputato Alvaro Vizali che, per lungo tempo, ha lavorato al progetto insieme al politico tedesco Norris Chuck, ha così spiegato la legge: “Siamo di fronte ad un problema di dimensioni mastodontiche. Bisogna operare un cambiamento culturale in chi vive queste terre. L’Occidente, il mondo, sta cambiando volto, anzi, già presenta connotati stravolti da tempo. Bisogna solo comprendere questi fenomeni di cambiamento. Siamo già in ritardo sulla tabella di marcia. Le famiglie, a seconda delle delle loro possibilità, ospiteranno i migranti, garantendogli beni di prima necessità. Ovviamente, tutto verrà fatto con il supporto degli Stati membri, senza che nulla sia lasciato al caso” poi prosegue “In Germania, abbiamo già ricevuto molte richieste di ospitalità. La gente si sta dimostrando di buon cuore oltre che di aperta mentalità. Questa è la giusta direzione da seguire. Non potrebbe essere diversamente. I tempi cambiano, le persone cambiano, le geografie cambiano. Non ci resta che aprirci con spirito rinnovato a nuove e spesso diverse culture. Spero che la mia legge sia capita”.
Parole commosse quelle del deputato Vizali che hanno destato l’attenzione dei presenti in aula. E intanto una famiglia italiana, che ha preferito rimanere anonima, si è già prenotata per ospitare un migrante. Le cose belle passano anche per questo Paese che, nonostante tutto, è capace di amare e di capire l’altro.
Insomma, siamo alle solite bufale legate all’Europa (“lo dice Bruxelles”), un inesistente commissione “Affari stranieri” (esiste la commissione “Affari Esteri“, ma non altre con quel nome), un inesistente parlamentare europeo di nome “Alvaro Vizali” (non è presente nell’elenco) così come il simpatico politico tedesco “Chuck Norris”. Strano che non abbiano scritto che il parlamentare italiano era del Partito Democratico, forse non volevano infierire.
Il problema è che certe bufale giocano sui sentimenti delle persone, che siano di odio, disprezzo e paura da parte di certi utenti e sui problemi dei migranti.

Vaccino Hpv, polemica sulla trasmissione di Report. "Falsità intollerabili"

E' POLEMICA sulla trasmissione di Report, andata in onda ieri sera su Rai 3, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, in cui si parlava degli effetti avversi a questo tipo di vaccinazione contro il tumore al collo dell'utero. Il primo a scendere in campo, dopo la messa in onda, è il virologo Roberto Burioni, professore Ordinario Microbiologia e Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele. "Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile - scrive il virologo su Twitter - . E' abusare in maniera perversa della libertà di opinione". E poco dopo dice ancora: "E' come gridare c'è una bomba in uno stadio affollato e vedere la gente che fugge e calpesta i bambini".
E ancora: "Le ipotesi allarmistiche riportate non hanno base scientifica".

Il tam tam di proteste sul web non si ferma. E i primi a indignarsi sono gli esperti. "E' bello finire settimana iniziata con antiscientificità a @Montecitorio con sospetti faziosi a @report rai3. Viva servizio pubblico italiano", commenta il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi. Mentre dal suo account Twitter il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini lancia il suo j'accuse: "Mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo #report".

A scendere in campo per difendere il valore del vaccino anti Hpv, anche gli esponenti del mondo della politica. Parla il sentore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, che annuncia di aver intenzione di presentare un'interrogazione parlamentare. "Sulla salute e la prevenzione non si può sbagliare. Ci sono in gioco vite e destini di milioni di persone. In particolare sono inammissibili errori da parte del servizio pubblico. Per questo presenterò un'interrogazione urgente per verificare la correttezza della trasmissione 'Report' andata in onda ieri sera sul vaccino contro il Papilloma Virus - ha detto Verducci - .L'Hpv è un virus ferocissimo che causa ogni anno migliaia di vittime tra le donne. Il vaccino è il rimedio più efficace, grazie al quale l'epidemia viene impedita. É inammissibile che il servizio pubblico tratti il tema dei vaccini senza poggiare su basi scientifiche". Stessi toni quelli del collega di partito, il senatore Andrea Marcucci. "Intollerabile che dal servizio pubblico vengano diffuse falsità contro i vaccini. #report #Rai3", scrive su Twitter Marcucci.

Il vaccino contro l'Hpv è il primo vaccino contro il cancro messo a punto dai ricercatori. Nella trasmissione di ieri sera, Report ha citato una review del Nordic Cochrane Center dell'anno scorso che accusava l'Agenzia europea del farmaco (Ema) di aver sottovalutato le reazioni avverse. Secondo l'Ema  i vantaggi del vaccino contro il Papilloma Virus, che protegge dal tumore al collo dell'utero, sono di gran lunga superiori agli svantaggi. Nordic Cochrane Center critica il fatto che tutti i dati in materia sono stati diffusi dalle aziende farmaceutiche.

Sul caso oggi è intervenuta anche la senatrice Pd Francesca Puglisi, prima firmataria di un ddl per rendere obbligatorie le vaccinazioni fin dalla scuola dell'obbligo. "Incredibile che il servizio pubblico ieri si sia unito alla campagna contro i vaccini ed in particolare quello contro l'Hpv, con una totale assenza di pluralismo scientifico - dice - . Spero che il dg Campo Dall'Orto e Rai 3 trovino il modo per riparare al danno fatto da Report, magari concordando una campagna con il ministero della Sanità". Mentre il conduttore di Presa Diretta, Riccardo Iacona, su Twitter si chiede se Report abbia fatto un lavoto corretto sul tema del vaccino contro il cancro al collo dell'utero.

Infarto: cosa fare davvero

Ecco il testo della bufala che ci viene segnalata: 

   "Prendi 2 minuti e leggi questo,per favore Mettiamo che siano le 8:15 P.M. e vai a casa (per esempio) dopo una giornata insolitamente dura al lavoro. Sei molto stanco,infastidito e frustrato. All’improvviso cominci a sentire un forte dolore che corre verso il braccio sinistro e fino alla mandibola e la parte superiore del ventre. Sei solo a circa cinque Km dall’ospedale piu’ vicino a casa tua. Disgraziatamente non si sa se riuscirai ad arrivare cosi’ lontano. E anche se sei stato allenato al RCP (resurrezione cardio polmonare) il signore che ti ha insegnato il corso non ti ha spiegato come effettuarlo su te stesso. Come soppravvivere a un attacco di cuore quando sei solo? Visto che molte persone sono sole quando hanno un attacco di cuore, senza aiuto, la persona il cui cuore sta palpitando incorrettamente e che comincia a sentirsi debole,ha solo 10 secondi prima di perdere conoscenza. Comunque,la vittima puo’ aiutare se stessa provocandosi la tosse in continuazione e con molta energia. Propio cosi’: si deve fare un respiro profondo e con i polmoni ben pieni, provocarsi una tosse profonda e prolungata, come quando si vuole sputare tirando dalla parte piu’ profonda del petto. Un respiro e la tosse devono ripetersi ogni due secondi senza tregua fino al momento in cui arriva un aiuto o fino a che sentite che il cuore batte normalmente. I respiri profondi portano ossigeno ai polmoni e la tosse in tali condizioni crea movimenti che stringono il cuore e mantengono attiva la circolazione del sangue. La pressione esercitata dalla compressione della tosse, fa le veci di un massaggio al cuore ed inoltre aiuta a recuperare il suo normale ritmo. In questo modo, le vittime di attacchi cardiaci possono arrivare in tempo ad un ospedale. Dì a più persone che puoi quello che hai letto. Potresti salvargli la vita !! Un cardiologo dice che se tutto il mondo riceve questo messaggio e gentilmente lo rimandi a 10 persone, può scommettere che salveremo almeno una vita. Invece di inviare barzellette, rinvia questo messaggio che puo’ salvare la vita di una persona. Da: Dr. N. Silva (cardiologo)."

La struttura è la stessa di mille altre simili bufale: con un linguaggio cordiale e colloquiale viene raccontata la storiella di un uomo in gravi condizioni di salute a cui la “medicina ufficiale” non ha insegnato la terapia miracolosa che potrebbe salvarlo, ma irrompe sulla scena un medico “buono” che diffonde il segreto su Whatsapp invitando altri a proseguire la catena.

E, come ogni altra volta, è una bufala.

Come ricorda Snopes, se alcune tecniche di respirazione possono in determinati casi aiutare, fermarsi acriticamente a tossire ad ogni insulto cardiaco in corso potrebbe potenzialmente uccidere il malcapitato finito a seguire un simile consiglio.
Esiste una sola cosa da fare in caso di infarto: cercare di non perdere la calma, chiamare i soccorsi e, se possibile e se consigliato dai soccorritori che avrete contattato, assumere un’aspirina per evitare coaguli di sangue.
Il cellulare è un oggetto ubiquitario: usatelo per contattare un medico vero, e non per farvi curare da Catene virali.

La sorella del Presidente Boldrini non gestisce cooperative

L’ultima bufala su Laura Boldrini riguarda sua sorella Lucia, morta da anni. La presidente della Camera ci ha spiegato che questi attacchi non fanno che motivarla ancora di più nella sua lotta contro le fake news. E che lei non è la sola ad essere presa di mira, ma una delle uniche a parlane

Questa volta hanno preso di mira una persona che è morta da anni. L’ultima bufala sul presidente della Camera Laura Boldrini riguarda sua sorella Lucia (chiamata erroneamente Luciana): sul web circola la falsa notizia che la «sorella minore del presidente della Camera gestisce 340 cooperative che si occupano di assistenza agli immigrati, ma nessuno ne parla, ovviamente».
Boldrini ha risposto su Facebook: «Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua, proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care.
La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia.
E ancora: «Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei. E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti». L’abbiamo chiamata al telefono.
Presidente, è arrabbiata?
«Non serve né dispiacersi, né arrabbiarsi. Trovo semplicemente che sia inaccettabile, e questo mi induce a reagire. Il fatto che vengano infangati i morti è riprovevole e mi motiva ancora di più. Ne ho fatto una battaglia di civiltà, e non mollerò mai».
La attaccano spesso inventando e diffondendo bufale sul suo conto.
«Non attaccano solo me e non succede solo adesso. Quasi tutte le donne che hanno ruoli pubblici, dal settore dell’arte a quello della politica, vengono prese di mira, sono oggetto di sessismo: il fatto di essere donne suscita ancora più aggressività e morbosità. Però non tutte lo dicono. Io, che non sono mai stata zitta nella mia vita, ne parlo pubblicamente perché i responsabili vengano smascherati».
L’aveva fatto il 25 novembre, pubblicando i nomi di chi l’aveva insultata in rete.
«L’ho fatto per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Chi prende certe posizioni deve assumersene la responsabilità. Io lo faccio ogni giorno. E loro non devono pensare che sia possibile dire qualsiasi abominio senza conseguenze. I loro familiari, gli amici, i datori di lavoro devono sapere con chi hanno a che fare».
Perché secondo lei bufale che riguardano gli immigrati, come quella su sua sorella, attecchiscono sempre?
«C’è chi vuole speculare e alimenta la paura, creando a tavolino la percezione dell’insicurezza, anche se invece i dati ci dicono che il nostro Paese non è il Far West. Tanta gente vuole trovare conferma dei propri pregiudizi e delle proprie paure, e non importa se non hanno un fondamento reale. Ci credono, per loro va bene così, e questo ammazza il confronto pubblico e il dibattito politico».
Dietro le bufale ci sono anche motivazioni economiche.
«Certo: non sono goliardate o ragazzate, ma iniziative prese a tavolino su cui i disonesti si arricchiscono. Oltre alle motivazioni economiche, ci può essere anche la politica. Che, quando deve inventare menzogne per danneggiare l’avversario, tocca il fondo».
Come continuerà la sua battaglia?
«Il 21 aprile alla Camera ho invitato chi può arginare queste derive. Gli esperti di quattro ambiti, scuola, aziende, editoria e social media formeranno dei tavoli di lavoro sulle fake news e elaboreranno le loro strategie per contrastare il fenomeno. Il 2 maggio, alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, presenteremo gli impegni che si prenderanno».
Perché gli utenti dellla rete ci cascano?
«Molti lo fanno in buona fede e credono a tutto: per questo bisogna sviluppare e incoraggiare il senso critico, a partire dalle scuole. Alcuni ragazzi non distinguono tra un’inserzione pubblicitaria e una notizia. Ma la disinformazione va a braccetto con l’ostilità, e non possiamo abbandonare i cittadini all’odio».

ASL Sassari: nessuna dimissione forzata per far posto ad immigrati


Sta girando su facebook la notizia - riportata da Il Giornale e ripresa naturalmente da vari sitarelli di stampo razzistico - secondo cui il direttore della ASL di Sassari avrebbe invitato il proprio personale dipendente (medici, infermieri) a dimettere pazienti italiani per fare posto ad immigrati. In allegato riportiamo lo screenshot della circolare incriminata. E ovviamente, a differenza di molti altri, la leggiamo perché vogliamo comprendere bene i reali termini della questione e non soffermarci su un titolo di giornale urlato a caratteri cubitali al solo scopo di fomentare odio verso gli stranieri. 

Nella circolare si dice "al momento attuale, non siamo a conoscenza delle reali condizioni di salute ma è probabile che vi sia la necessità di assicurare loro cure ospedaliere". Questo significa che i dirigenti ospedalieri si preoccupano non solo della salute degli immigrati, ma anche di quella degli italiani che potrebbero venire a contatto con persone potenzialmente portatrici di malattie non adeguatamente monitorate. Per questo il ricovero in ospedale per accertamenti ci pare ampiamente condivisibile. 

La lettera prosegue e qui sta la parte "incriminata". "Si chiede ai Sigg. Direttori delle Unità Operative di ricovero di voler accelerare le procedure di dimissione, per quanto possibile, provvedendo, nel caso non si potesse in mattinata, a dimettere anche nel tardo pomeriggio". Come è facilmente intuibile - anche da chi non ha grande dimestichezza con la lingua italiana - non vengono dimessi pazienti italiani per far posto agli immigrati, come ignobilmente scrive il giornalista de Il Giornale. Nella lettera viene usato infatti il verbo "accelerare" (e non, per esempio, "avviare"), che indica etimologicamente un processo che è già in corso: significa cioè che le dimissioni sono state già programmate (perché i pazienti non hanno più necessità di stare in ospedale) e si velocizzano solo i tempi e le procedure amministrative per il rilascio dei pazienti. Ad ulteriore supporto di questa nostra tesi c'è la constatazione che le dimissioni, che solitamente avvengono di mattina, al fine di fronteggiare l'emergenza possano essere disposte anche di pomeriggio. 

Tranquillizziamo quindi i soliti pataccari del web: nessuno vi butterà dal letto di un ospedale dove siete ricoverati per fare posto ad immigrati. Anche se forse lo meritereste.



Nessuna legge impone di ospitare migranti

Non dovrei stupirmi più di tanto quando vedo certe bufale diffondersi così velocemente, soprattutto se a diffonderle è un sito che ingan...