martedì 18 aprile 2017

ASL Sassari: nessuna dimissione forzata per far posto ad immigrati


Sta girando su facebook la notizia - riportata da Il Giornale e ripresa naturalmente da vari sitarelli di stampo razzistico - secondo cui il direttore della ASL di Sassari avrebbe invitato il proprio personale dipendente (medici, infermieri) a dimettere pazienti italiani per fare posto ad immigrati. In allegato riportiamo lo screenshot della circolare incriminata. E ovviamente, a differenza di molti altri, la leggiamo perché vogliamo comprendere bene i reali termini della questione e non soffermarci su un titolo di giornale urlato a caratteri cubitali al solo scopo di fomentare odio verso gli stranieri. 

Nella circolare si dice "al momento attuale, non siamo a conoscenza delle reali condizioni di salute ma è probabile che vi sia la necessità di assicurare loro cure ospedaliere". Questo significa che i dirigenti ospedalieri si preoccupano non solo della salute degli immigrati, ma anche di quella degli italiani che potrebbero venire a contatto con persone potenzialmente portatrici di malattie non adeguatamente monitorate. Per questo il ricovero in ospedale per accertamenti ci pare ampiamente condivisibile. 

La lettera prosegue e qui sta la parte "incriminata". "Si chiede ai Sigg. Direttori delle Unità Operative di ricovero di voler accelerare le procedure di dimissione, per quanto possibile, provvedendo, nel caso non si potesse in mattinata, a dimettere anche nel tardo pomeriggio". Come è facilmente intuibile - anche da chi non ha grande dimestichezza con la lingua italiana - non vengono dimessi pazienti italiani per far posto agli immigrati, come ignobilmente scrive il giornalista de Il Giornale. Nella lettera viene usato infatti il verbo "accelerare" (e non, per esempio, "avviare"), che indica etimologicamente un processo che è già in corso: significa cioè che le dimissioni sono state già programmate (perché i pazienti non hanno più necessità di stare in ospedale) e si velocizzano solo i tempi e le procedure amministrative per il rilascio dei pazienti. Ad ulteriore supporto di questa nostra tesi c'è la constatazione che le dimissioni, che solitamente avvengono di mattina, al fine di fronteggiare l'emergenza possano essere disposte anche di pomeriggio. 

Tranquillizziamo quindi i soliti pataccari del web: nessuno vi butterà dal letto di un ospedale dove siete ricoverati per fare posto ad immigrati. Anche se forse lo meritereste.



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